Santuario Supina

 

La Messa è celebrata la prima domenica  di ogni mese, ad eccezione di novembre, mese nel quale la celebrazione viene effettuata la seconda domenica.
L’orario è il seguente: da aprile a settembre alle ore 16, da ottobre a marzo alle ore 15.
La Messa è, inoltre, celebrata il 25 marzo, il lunedì di Pasqua, il 15 agosto e il 26 dicembre.


Il santuario di Supina, dedicato alla Vergine Annunciata, fu fatto costruire “per devozione” dal Comune di Toscolano nella seconda metà del secolo XV. La sua architettura è semplice e lineare: la facciata, in mezzo alla quale si apre un oculo, segue il profilo a capanna del tetto. Il portale ed il campanile risalgono al XVII secolo. L’interno è costituito da un’unica navata suddivisa in tre campate da due grandi archi tardo romanici nei quali si nota una leggera tendenza al gotico. L’abside romanica, poligonale, è scandita in vele dalla volta a crociera. In prossimità della zona absidale, si fronteggiano due cappelle tardo cinquecentesche. La statua della Madonna in trono, risalente alla metà o alla seconda metà del secoli XV, è opera di uno scultore che, secondo lo storico dell’arte Adriano Peroni, “sembra riattingere a remote formule romaniche”. Il Bambino è stato, probabilmente, aggiunto nel secolo XVII o XVIII, in sostituzione di quello originale, rovinato o andato perduto. Il paliotto e l’ancona dell’altare maggiore, databili all’inizio del secolo XVII, erano originariamente collocati in un’altra chiesa; furono portati a Supina, presumibilmente, nel secolo XVIII; a questo periodo risale, infatti, la nicchia inserita al centro dell’ancona per racchiudervi il simulacro della Vergine.


L’iscrizione dipinta alla base del lato sinistro e destro dell’arco trionfale ricorda Battista Sgrafignoli, un ricco fabbricante di carta, il quale nel 1581 istituì un legato testamentario per la celebrazione quotidiana della Messa e per le opere di abbellimento della chiesa. Il nipote di Battista, Ippolito, figlio di suo fratello Camillo, in esecuzione di questo legato, fece realizzare fra il 1583 e il 1590 la decorazione pittorica,  costituita dalle tele dell’abside e della navata, dagli affreschi parietali e dalle settantadue formelle lignee del soffitto. L’intervento venne attuato secondo un progetto unitario che contribuisce a rendere assai armonioso ed omogeneo l’insieme, facendolo apparire come uno scrigno prezioso nel quale si celebra la grandezza di Maria. Nel secolo XVIII la chiesa fu dotata degli stalli del coro, della balaustra marmorea, della cantoria e dell’organo, la cui presenza è attestata fino al 1930. L’edificio sacro fu per più di due secoli meta di pellegrinaggi mensili per un voto emesso dal Comune di Toscolano nel 1567 o nel 1568. Nel corso del tempo, l’azione degli agenti atmosferici aveva danneggiato notevolmente le opere murarie, il soffitto, le tele e gli affreschi. Il primo importante intervento per salvare la chiesa dall’ulteriore degrado è stato, nel 1997, il rifacimento del tetto, al quale ha provveduto il Comune di Toscolano Maderno, proprietario dell’edificio sacro. Il seguito è stato attuato il restauro dei dipinti su tela, finanziato, per la maggior parte di essi, dall’Associazione Amici del Santuario di Supina. Nel 2002 il Comune ha realizzato opere di impermeabilizzazione e, nel 2004, con il contributo della Regione Lombardia e dell’Unione Europea, ha restituito alla chiesa l’antico splendore, per mezzo del restauro del soffitto e degli affreschi della navata. Così il santuario può oggi offrire un interessante esempio di arte tardo cinquecentesca ai visitatori, i quali rimangono affascinati dall’atmosfera di pace e di spiritualità che si respira fra le sue mura.

Virtual tour del Santuario