S.ERCOLANO NELLA STORIA





SANT'ERCOLANO VESCOVO

PATRONO DELLA RIVIERA DEL GARDA

Nel Giubileo 2000
per decreto vescovile di Mons. Giulio Sanguineti vescovo di Brescia:

 



NEI GIORNI 5-6-11-12 AGOSTO 2000 LE CHIESE PARROCCHIALI DI CAMPIONE DEL GARDA E MADERNO SUL GARDA SONO STATE CHIESE GIUBILARI OVE SI POTEVA ACQUISTARE L'INDULGENZA PLENARIA DEL GIUBILEO
 

S.Ercolano nella storia

Poche le notizie certe. Molte le ipotesi e le leggende.



 

Molte sono le leggende e le ipotesi nate attorno a S. Ercolano. E' difficile, quasi impossibile tracciare un quadro storico del Santo sufficientemente esaustivo per la critica. Una cosa è certa: sotto l'imperatore Giustiniano, nell'anno del Signore 552, S. Ercolano fu eletto Vescovo di Brescia. Egli visse la sua missione di pastore, s'impegnò a predicare a tutti la Parola di Dio, a pregare per il suo gregge, a perdonare, a santificare le anime con la potenza dello Spirito Santo e con la testimonianza della vita. Il Pastore Ercolano è stato, dunque, il 19° Vescovo di Brescia ed esercitò il suo ministero nel VI° secolo, circa 1500 anni or sono. Si disse che vide Cristo con gli Apostoli sotto forma di poveri e, mentre portava loro in dono dei pani, questi furono cambiati in pietre preziose. Esercitò l'ufficio di abate in un monastero della città di Brescia; con le sue preghiere restituì la vita a due morti. Trascorse in seguito una vita solitaria nella penisola di Campione sul Lago di Garda. Alla sua voce ubbidivano gli uccelli, i pesci e gli animali terrestri. Vide gli angeli che gli portavano un cibo dal cielo. Qui infine morì nell'anno del Signore 576.

 

La vita leggendaria di S.Ercolano




 

Come si legge dall'epigrafe del paliotto dell'altare della Madonna nella chiesa monumentale in Maderno sul Garda, Ercolano nacque in Germania nel secolo VI da due nobili e facoltosi genitori, Onorato ed Arissa, che da tempo chiedevano a Dio con preghiere, digiuni ed elemosine, un figlio che fosse loro grato ed utile al prossimo. Lo ebbero. Vedendolo ben inclinato fin dai primi anni, i genitori posero in lui grandi speranze: egli cresceva negli anni, nel senno, nella pietà e soprattutto nell'amore per i poveri. Giunto a quindici anni, Ercolano meditava come abbandonare le ricchezze e le delizie del mondo per dedicarsi solamente a Cristo.
 

Perchè il nostro Santo si ritirò a Campione sul Garda?
 

 

 

Una tradizione ormai consolidata racconta che S. Ercolano si trasferì da Brescia a Campione sul Garda. Pare che non si tratti soltanto di una vocazione eremitica, ma anche di contingenze storiche e politiche che lo avrebbero allontanato da Brescia. Nel secolo VI l'Italia fu invasa dai Goti e dai Longobardi, popoli barbari che non furono molto teneri con gli abitanti. Bisogna ricordare che questi invasori erano eretici, quindi creavano difficoltà ai vescovi, tanto che Onorato, arcivescovo di Milano, dovette abbandonare la città per rifugiarsi a Genova; il Vescovo di Aquileia dovette cercar riparo a Grado. La stessa congiuntura potrebbe esser capitata a S. Ercolano che da Brescia dovette trasferirsi a Campione sul Garda a causa di persecuzioni e disgusti avuti con i barbari invasori. A quel tempo il Vescovo era l'unica autorità e forza morale: non con la potenza delle armi, ma con la parola del Vangelo si rivolgeva ai nuovi popoli. L'eremita Ercolano insegnò a pregare nella pace e nel silenzio, la mortificazione come fatica per sottrarsi al costume edonistico e pagano del secolo e fu maestro autorevole nella fede e nelle opere. Attivo e allo stesso tempo contemplativo, il vescovo Ercolano fu amato e stimato dagli abitanti rivieraschi non solo in vita, ma cnhe nei secoli successivi: si narra ad esempio, che nel 1768, dopo una miracolosa pesca di ben 2916 carpioni, durante la S. Messa commemorativa del 12 Agosto, tutti i pescatori della zona osannarono al patrono dei pescatori del lago di Garda
 

Perchè mai le reliquie del santo sono finite a Maderno sul Garda?

 
 


Tutti gli abitanti del piccolo centro e dei dintorni, pescatori e dei barcaioli che vivevano a Campione e che approdavano ogni giorno con le loro imbarcazioni al piccolo porto, ritenevano il santo loro amico e unica guida e immancabile sostegno. Ercolano, ritirato nella sua grotta, praticava lunghi digiuni che preoccupavano ernormemente i fedeli, i quali si chiedevano come potesse resistere. Molto spesso i suoi amici pescatori gli portavano i migliori pesci delle loro abbondanti "pescate" e l'eremita, accolte volentieri le offerte, puntualmente le distribuiva ai poveri abitatori di quelle rupi poco ospitali e di scarsissimo raddito. Presagento prossima la sua fine, Ercolano andò a trovare un suo amico barcaiolo per chiedergli una barca in prestito. "Per farne?" chiese l'amico. "Quanto prima, appena il buon Dio me lo comanderà, abbandonerò questo lembo di terra, per portarmi verso lidi più ampi e verso il sole". Evidentemente voleva accennare alla sua morte; ma i lidi più ampi ed il sole, oltre al cielo, volevano significare l'ampio golfo di Maderno, entro il quale il suo corpo avrebbe trovato degno ricovero. La barca fu concessa e fu la stessa che portò il Santo, morto, attraverso il lago sulla spiaggia naturale della piazza di Maderno.

 


 


Leggenda a parte, senz'altro le reliquie del Santo giunsero a noi con mezzi di imbarcazioni. Gli abitanti di allora non potevano certo trasportarle per sentieri alpestri, scoscesi e tortuosi, quando la via del lago si presentava più facile. Ma ecco una notizia sorprendente: nel calendario dei Santi, compilato a Trento nel 1022 per ordine del vescovo Ulderico II, leggiamo quanto segue: “12 agosto, anniversario di S. Ercolano confessore (della fede) e vescovo che è sepolto a Maderno”. Da questa fonte storica possiamo stabilire che le Reliquie del nostro Santo erano in Maderno già nel 1022. Quindi è probabile che la prima translazione delle Reliquie di S. Ercolano, da Campione a Maderno, sia avvenuta negli anni che vanno dal 958 al 1022.