SANT'ERCOLANO A CAMPIONE


Esiste un “Ragguaglio della vita, morte e miracoli di S.Ercoliano Confessore, Vescovo di Brescia, Protettore della Riviera benacense scritto in latino da Bartolomeo Vitali, indi tradotto e Cenni storici sulle traslazioni delle Sacre Reliquie nell’antica e nuova chiesa arcipresbiterale di Maderno, compilati da Don Andrea Setti” (Brescia, Tipografia Apollonio, 1861).
L’opuscolo di 93 pagine, ristampato nel febbraio 1980, a pagina 47 accenna – come testimonianza della devozione prestata al Santo – alla esistenza di una “Chiesicciuola” che i Consoli Bresciani avevano eretto, a Campione, appunto, in onore del Santo vescovo, dopo la pace stipulata col Comune di Trento. Il testo riporta l’epigrafe seguente:
 

 
 
 
MCCLXXXIII
CUM TRIDENTINIS PACE CONFECTA, BRIXIA HIC UBI
DIVUS HERCULANUS VITAM SANCTISSIMAM HABUIT,
SACRAM AEDICULAM EXTRUXIT, PROCURANTIBUS
GHILARDO DE GAMBARA ET ULDEBRANDO DE COMITIBUS
DE CONCESIO RIPERIAE PRAESIDIBUS
 
 
Il testo citato, in una nota in calce – sempre a pag. 47 – afferma: “Mons. Can. Don Pietro E. Tiboni nel suo discorso intitolato ‘Tremosine e suo territorio’, pubblicato il 1859, a pag. 112 racconta di una Chiesuola esistente in Campione alla destra del fiume, dedicata a S.Ercolano.
Anche il CH.° Carlo Cochetti nel suo interessante libro ‘Brescia e sua Provincia a pag. 307 ne fa cenno.
Sarebbe mai quella istessa del secolo XIII qui sopra riferita?...”.

La Chiesa di S.Ercolano
 
Narra don Cipani parroco di Campione dal 1909 al febbraio 1920:
“A sostituire la vecchia Chiesa di S. Ercolano, – da non confondersi con altre chiesette o cappelle ab antiquo erette in onore del Santo nella parte al di là del fiume – troppo angusta e in posizione infelicissima, addossata a tergo dell’edificio “Filanda”: per decreto Vescovile lasciatasi convertire ad uso profano, si eresse dal 1900 la Nuova Chiesa; ... apertasi solennemente al culto, il 9 Giugno 1901.
Fu benedetta da Mons. Pietro Comm. Feltrinelli..., ministranti il M. Rev. Domenico Triboldi Arciprete di Tignale e il M.R. Don Lorenzo Conforti Arciprete di Gargnano e come l’antica... è dedicata al Titolare e Patrono S.Ercolano.
 
La vecchia Chiesa
Cerchiamo di capire quel “da non confondersi con altre chiesette... al di là del fiume”.
Prima del 1928, quando tutto il suo territorio passò sotto l’amministrazione del Comune di Tremosine, Campione era diviso fra i Comuni di Tignale e di Tremosine: la parte sud verso Forbisicle (Campione di sotto), apparteneva a Tignale e la parte nord verso Limone (Campione di sopra), a Tremosine.
Similmente, per quanto riguarda l’amministrazione ecclesiastica, Campione di sotto era nella parrocchia di Tignale (e fino al 1785 della Diocesi di Trento) e Campione di sopra nella parrocchia di Pieve, da sempre della Diocesi di Brescia.

La Chiesa di Campione di sopra
Fino alla grande alluvione del 1807 esisteva a Campione una chiesetta dedicata a san Girolamo, grande eremita, dottore e Padre della Chiesa.
Essa dipendeva dalla Pieve di Tremosine ed era posta presso la foce del Tignalga. Nei decreti di san Carlo (1580) si consiglia di terminare il pavimento, di imbiancare le pareti e di munirla di finestre adatte, quasi si trattasse di un edificio incompiuto.
Il 31 Agosto 1592 nei registri dei matrimoni di Tignale è annotato nella Cappella di S. Girolamo un matrimonio tra Giacomo Delaini de Fussis di Tremosine e Belina Parolini di Campione, comune di Tignale. Nel 1756 vi si celebra poche volte all’anno, tuttavia è decentemente costrutta (relazione dell’arciprete Giovanni Zanini di Tremosine).
 
La Chiesa di Campione di sotto
La vecchia chiesa di Campione di sotto dedicata a S. Ercolano è chiaramente riconoscibile in una planimetria dell’ ‘800 e in una foto del 1910.
“Angusta e in posizione infelicissima, addossata a tergo dell’edificio “Filanda”, la descrive Cipani (1916)”; (era stata adibita a forno del paese).
“Piccola e rustica tra povere case dietro il palazzo dei conti Archetti intitolata a S. Erculiano, nella quale si raccolgono la domenica i pochi abitanti di Campione ad ascoltare la messa... di nessuna importanza né storica né artistica, ...è difficile assegnarle una data, quando non si voglia, per gli stucchi barocchi di cui è fregiato l’altare, ritenerla del Seicento” la descrive il Solitro (1897).
Eppure questa chiesetta, ricostruita – ...per l’antica se ne ha testimonianza documentale nella relazione del 19 aprile del 1537 scritta per la visita pastorale del canonico e provicario generale Alberto de gli Alberti e del pievano di S. Maria Maddalena in Trento Giorgio Ackerle da Borgo. “Nella pieve di Tignale ci sono le seguenti chiese o cappelle: in villa Pluer, capellam Sancti Marci, in Prebion, Sancti Zenonis, in Oldes, Sancti Rochi, in Campion, Sancti Herculani...campestres vero eclesias videlicet, ... quae... satis bene sunt provisae cum suis paramenti. (Archivio vescovile di Trento: da quaderni gardesani 2) – come pure per un matrimonio celebratovi il 28/10/1629 tra Tommaso figlio di Annibale di Voltino e Simona Parolini di Campione (v. 1 reg. matrimoni di Tignale) – e lo storico Ottavio Rossi del 1600 attesta averne veduti gli ultimi resti eppure, dicevo, essa conservava qualità antiche:
1. i diritti avuti dall’Abbazia di Leno: come viene ricordato in una ducale di Paolus Rainerius Provveditore e Capitano della Riviera, annotata sul registro matrimoni di Tignale per dirimere una controversia tra l’Arciprete Fiorio di Tignale e la famiglia Archetti il 12/02/1782, in seguito ad un matrimonio, celebrato in Campione il 28/02/1781: “la Chiesa semplice di V. Ercolano in Campione di cod.ta Riviera, (è) soggetta al Dominio nostro, e nello spirituale alli soli Abbati Comendatarij di Leno” e quindi vanno “preservati li diritti della famiglia Archetti, che possiede beni colla suddetta Chiesa di ragione di detta Abbazia di Leno”.
2. l’orientamento di una chiesa medioevale. “La foto del 1910 di questa minuscola chiesetta e la planimetria ci permettono di misurare con buona precisione l’azimut, che risulta di 107°, in linea con l’orientamento delle due chiese medioevali di S. Michele in valle e S.Pietro di Limone che guardano perfettamente a levante e citate nella Bolla di papa Urbano III del 1186. Un nutrito numero di chiese tremosinesi (tra cui le medioevali S. Giovanni Battista di Piev e S. Lorenzo di Voltino) hanno l’altare rivolto verso est–sud–est, non lontano dal punto dell’orizzonte dove sorge il sole al solstizio d’inverno. È difficile pensare che tutto ciò sia casuale. Il fatto che molte nostre chiese gravitino verso il solstizio d’inverno (21 dicembre), è probabilmente collegato al fatto che proprio in questo periodo cade il Natale, giorno della nascita del Signore, splendidamente simboleggiato dal sole nascente... e per i cristiani il vero sole è Cristo (ricerca di don Gabriele Scalmana). Questi agganci monastici e antichi ci ricordano una delle identità di questa breve penisola: “la fisionomia dell’eremo” che già il Santo aveva trovato e che più recentemente, era il 22 maggio 1879, il vescovo Daniele Comboni, oggi beato, confermava quando lasciava una memoria scritta di suo pugno sulla parete del palazzo Archetti. «Per te itur ad cœlestia, o beata solitudo!»