ANNO 1950: LE RELIQUIE DI S. ERCOLANO NUOVAMENTE SUL LAGO


Gli abitanti di Maderno da tanti secoli custodiscono gelosamente le reliquie di S.Ercolano, prima nella chiesa monumentale e poi nella chiesa parrocchiale, dove l’urna è collocata in un grandioso altare neoclassico.


  


 
Il Santo viene onorato, da tempo immemorabile, il giorno 12 agosto.
 

  
 
La più antica notizia che abbiamo in merito si trova nel Calendario trentino, compilato nel 1022 al tempo del vescovo Uldarico II. In esso si legge: “Il 12 agosto si festeggia la Deposizione di S.Ercolano vescovo e confessore che giace a Maderno”.
Ogni tanto però questa ricorrenza viene celebrata con maggior solennità. Sono le circostanze stesse della vita religiosa o civile – come la cessazione di pestilenze, di guerre; come l’adempimento dei voti, la traslazione delle reliquie, il ricorrere di date memorabili – che favoriscono la celebrazione di feste eccezionali.
I Madernesi dai capelli grigi ricorderanno senz’altro l'evento della straordinaria solennità celebrata nel 1950, forse anche con una punta di malinconia; i lettori più giovani possono prendere motivo da queste cronache per onorare il Santo Patrono con un po’ di entusiasmo: che cosa costa partecipare alla messa nel giorno a Lui consacrato? Che fatica c’è a fare una visita al suo altare?

 
 

S. Ercolano di nuovo sul lago: 12 agosto 1950 Una tradizione secolare afferma che la salma di S.Ercolano, collocata su una barca a Campione, approdò prodigiosamente sulla riva del golfo di Maderno. Nel 1950 si vollero portare di nuovo sul lago le reliquie del Santo, ma questa volta per un viaggio molto più breve. L’animatore di questi festeggiamenti fu il “Comitato di S.Ercolano” che s’adoperò con ogni mezzo per il buon esito della singolare manifestazione. L’urna venne collocata su un barcone, di quelli che nei tempi passati si usavano per il trasporto delle merci: la grossa imbarcazione era addobbata con drappi, festoni, fiori e lumi; in essa avevano preso posto il vescovo di Tortona (mons. Egidio Domenico Melchiorri nativo di Bedizzole), i sacerdoti di Maderno e della Riviera bresciana, i chierici e i portatori dell’urna. Era il tardo pomeriggio quando il barcone si mosse dall’imbarcadero al canto degli inni sacri e al suono dei sacri bronzi. Procedette fino all’antico approdo, dove la tradizione indica il punto toccato dalla barca con le spoglie di S.Ercolano. Qui si fermò nel silenzio generale e poi riprese il giro del golfo.

 

 

Intanto il Vescovo benediceva la folla che sulla riva accompagnava con profonda devozione la suggestiva cerimonia. Il periodico “Il popolo del Benaco” così ha descritto la cerimonia: “Il Vescovo nella luce del tramonto sembrava la figura rediviva di S.Ercolano: egli benediceva da una grande imbarcazione, pavesata alla veneziana. L’urna con i resti mortali del Santo splendeva tra lanterne accese, sullo sfondo violetto dei paramenti vescovili, tra il candore delle tuniche dei chierici salmodianti”. Al “Darsinì” si sbarcò l’urna del Santo che venne accolta dalle autorità locali e dalla Banda Cittadina al gran completo (una sessantina di musicanti). Seguendo la strada nazionale si tornò in processione alla chiesa parrocchiale, ove si concluse il sacro rito con una solenne benedizione. Nella circostanza di questi festeggiamenti venne inaugurato il nuovo vessillo del gruppo Donne di Azione Cattolica. Madrina fu la signora Amelia Bernardelli ved. De Rossi. La bandiera fu benedetta dal Vescovo mons. Melchiorri.