L'organo Damiani della Chiesa Parrocchiale





NELLA STORIA

I cristiani dei primi secoli non ammettevano l'uso dell'organo nel culto divino perchè lo stimavano uno strumento profano; le Chiese orientali non l'ammettono neppure oggi.  L'uso dell'organo nelle chiese si fa risalire intorno al secolo VIII, ma per molto tempo lo strumento non godette di una grande diffusione.
Verso la metà del secolo XV l'organo si andò perfezionando e cominciò a propagarsi con rapidità, tanto che ogni parrocchia ambiva di avere questo strumento per rendere le funzioni più solenni.

COSTANZO ANTEGNATI COSTRUI' L'ORGANO DELLA MONUMENTALE

Anche Maderno non voleva essere di meno delle altre parrocchie che già avevano un organo. Verso il 1590 i madernesi chiamarono da B rescia Costanzo Astegnati perchè fabbricasse un organo nella loro chiesa parrocchiale (l'attuale chiesa monumentale).
Non abbiamo notizie del contratto tra la Chiesa di Maderno e l'organaro Costanzo Antegnati, nè sappiamo nulla della struttura dello strumento e se prima in chiesa ce ne fosse un altro più vecchio. Sappiamo con certezza che l'organo fu costruuto da Costanzo perché ce lo attesta lui stesso nell' "Indice degli ordini fabbricati in casa nostra dal tempo che io Costantino Antegnati ne ho avuto maneggio e cura".
Un'altra conferma ci viene da Bagolino (Brescia) dove nel 1590 Costanzo Antegnati  era impegnato a fabbricare l'organo di quella chiesa. In una delibera del comune del 30 settembre 1590 si legge: "I consoli hanno ordinato che si mandi uno apposta a Bressa o Maderno et far venire in suso il Maestro delle canne dell'organo e metterlo all'ordine per sonare le feste di Natale..."  (E. Podavini: Gli organi di Salò e della Val Sabbia).
Dunque il 'Maestro delle canne dell'organo' (che è appunto Costanzo Antegnati) lo si poteva trovare o a Brescia nel suo laboratoriio o a Maderno dove stava costruendo l'organo.
E' nota la fama che circonda gli Antegnati di Brescia, illustre e leggendaria famiglia di organari. Il più famoso di tutti è proprio il nostro Costanzo (Brescia 1549-1624) che per la sua abilità venne chiamato il 'Cavaliere dell'organo'. Ma il bello è che non fu soltanto organaro, ma provetto organista, compositore e teorico: il suo trattato più importante s'intitola L'arte organica (1608), dove insegna il modo di suonare e registrare l'organo.
Gli Antegnati fabbricarono 144 organi. Nella Riviera bresciana del Garda installarono, oltre all'organo di Maderno, quelli del duomo e di S. Bernardino in Salò, l'organo di S. Felice del Benaco, di Toscolano e di S. Francesco in Gargnano.

FRA DAMIANO DAMIANI FABBRICO'

L'ORGANO DELLA NUOVA CHIESA PARROCCHIALE

A Maderno nel 1825 fervevano i lavori per dar compimento alla nuova chiesa parrocchiale. In quel tempo venne affidato a Damiano Damiani l'incarico di installare l'organo sul presbiterio del nuovo tempio.
Damiano Damiani nacque nel 1771 a Villa d'Almè in provincia di Bergamo e fu battezzato col nome di Enrico. Da giovinetto apprese l'arte di costruire gli organi, probabilmente presso i Serassi, rinomati organari di Bergamo. Ma nel 1973 lasciò i ferri del mestiere, diede l'addio al mondo e si fece cappuccino laico (frate senza messa), emise la professione solenne nel convento di Bergamo l'8 maggio del 1794 e prese il nome di fra Damiano.
Dopo diciassette anni di vita religiosa dovette lasciare il convento perché soppresso (1810) da una legge iniqua del tempo napoleonico. Per vivere fu costretto a riprendere il lavoro di organaro e aorì un laboratorio in Borgo Palazzo a Bergamo.
E così nel 1825 lo troviamo a Maderno per installare l'organo. Al riguardo don Andrea Setti nei suoi 'Cenni storici' scrive: "L'organo venne rifatto e accresciuto di venti voci o registri con l'ingente spesa di lire (ex austriache) settemila per opera del rev. ex frate Damiano Damiani l'anno 1825". Da questa preziosa testimonianza risulta che fra Damiano Damiani non costruì uno strumento completamente nuovo, ma usò - almeno in parte - il materiale dell'organo dell'antica chiesa parrocchiale. Dunque l'organo dell'Antegnati non venne demolito, ma fu rifatto ed accresciuto per adattarlo alla nuova chiesa, molto più vasta di quella vecchia.
In Riviera fra Damiano Damiani, oltre a quello di Maderno, costruì gli organi di Toscolano, di Sasso, di Limone, di Pieve di Tremosine, di Riva del Garda e del Santuario di Tignale. Mentre insrallava quest'ultimo organo, conobbe un fanciullo di Tremosine di nome Giovanni Tonoli. Individuatene il genio, lo prese con sé e lo istruì nella professione di organaro. Il Tonoli divenne un rinomato costruttore di organi: ne fabbricò ben 127, fra cui quello di Montemaderno.
Il Damiani costruì organi anche nel comasco (Castello sopra Lecco), nel Bergamasco (Rova, S.Rocco a Treviglio) e in diverse località del trentino: a Rovereto costruì ben quattro organi. Dopo aver dato i suii guadagni per riordinare e riaprire il convento dei Cappuccini di Bergamo, nel 1838 vi rientrò per riprendere l'umile saio di S. Francesco. Padre Valdimiro Bonari ha scritto: "Fra Damiano si tenne sempre lontano dalle lusinghe e dalle attrattive del mondo e fu un fervoroso seguace di Cristo. Spirava nel 1842, contando 71 anni divetà dei quali 48 in religione dopo i voti solenni" (Bonari, I Cappuccini della Provincia Milanese dal 1535 fino a noi).

PROGETTI E RITOCCHI

Nel secolo scorso l'organo di Maderno venne più volte rimaneggiato da organari di cui non conosciamo il nome. Gli interventi non furono sempre appropriati: vennero cambiati alcuni registri per seguire la moda del tempo.
Sappiamo che l'organaro Riboli Giovanni aveva presentato un progetto di riforma che non venne attuato. Fra le altre modifiche era prevista la trasformazione delle canne di facciata "...per avere la piramide di un campo intero nel mezzo e due mezzi ai fianchi". Si aggiungeva anche un Bordone di 8 piedi, stimato dal Riboli "uno strumentobliturgico indispensabile in una riforma". Inoltre si doveva completare il registro della Voce Umana e procedere ad altre innovazioni del genere
Negli anni Venti l'arcièrete mons. Vitoorio Fogari diede l'incarico alla Ditta Giovanni Bianchetti di Frigerio Fusari di Brescia di predisporre un progetto per un organo nuovo da collocarsi in fondo alla chiesa sopra la porta centrale. Il progetto prevedeva un organo a sistema pneumatico tubolare con due tastiere, 1844 canne, un numero molto superiore avquelle dell'attuale organo che conta 935 canne. Sarebbe costato lire 75.000 di allora, senza le numerevoli spese accessorie. Il progetto rimase lettera morta.
Nel 1936 l'organaro Paride Fancini - che aveva il laboratorio a Sopraponte di Gavardo - rifece i tre mantici collocandoli uno sopra l'altro, applicò una griglia espressiva a tutto l'organo (escludendo le canne di facciata) per regolare il volume del suono. Nell'opera di restauro questa griglia è stata rimossa perché non adatta al tipo di organo costruito dal Damiani.
Subito dopo la seconda guerra mondiale venne applicato l'elettroventilatore ai mantici, che si azionavano ancora a mano mediante una grande ruota.
Negli anni Settanta l'organaro Domenico Vergine applicò un registro nuovo: il Principale Soprani di 16 piedi per completare il Principale Bassi di 16 piedim messo in origine dal Damiani.
Finalmente nel 1985 - ritenuto inefficace ogni intervento occasionale - si diede incarico alla Ditta Inzoli-Bonizzi di procedere al restauro radicale dell'organo.

 

IL RESTAURO

Da anni si sentiva l'esigenza di restaurare l'organo dellachiesa parrocchiale di S. Andrea in Maderno. Grazie al parroco don Eugenio Mena ed a tutta la comunità, il lavoro veniva affidato alla Ditta Inzoli-Bonizzi di Ombriano di Crema per un restauro radicale che riportasse l'organo alla fisionomia originale. Infatti dal 1825 ad oggi molte sono state le modifiche che hanno snaturato il prezioso strumento per non parlare di interi registri asportati.
Lo strumento venne completamente smontato il 5 maggio 1985 sotto l'egida della Commissione di Tutela degli organi artistici della Lombardia presso la soprintendenza di Milano, sotto la guida dell'allora Ispettore per la provincia di Beescia M. Giuseppe Pagani. L'organo smontato, in fabbrica veniva pazientemente riordinato nelle canne dal tecnico Claudio Bonizzi insieme all'organologo Dott. Oscar Mischiati. Numerose le manomissioni alle canne (per non parlare di registri mescolati ad altri): canne tagliate, schiacciate, rose dal tarlo dello stagno hanno reso il lavoro problematico e difficile, confortato dalla sorpresa di 10 registri attribuiti allìAntegnati.
L'organo è tornato in parrocchia il 12 maggio 1987 per essere rimontato e finito ik 15 luglio, alla presenza del M. Flavio Dassenno, nuovo ispettore della Commussione di Tutela degli organi artistici.

Il restauro ha comportato le seguenti operazioni:


NUOVA CELLA
A smontaggio effettuato la cella si rivelava in pessimo stato; metà in gesso e metà in mattoni pieni, era sorretta pericolosamente da un'esile intelaiatura in legno ormai marcio. Si rendeva così necessaria la ricostruzione della cella, la quale veniva affidata agli stessi organari. In base alle misure originali è stata ricostruita in legno di abete così da riuscire molto più leggera, ma soprattutto è stata ideata per dare un migliore risultato sonoro.





SOMIERE MAESTRO E SOMIERI SECONDARI
Smontaggio completo di tutte le parti che sono state disinfettate dal tarlo; i fori sono stati stuccati e le superfici ricoperte di vernice protettiva. I ventilabri ed i ventilabrini sono stati rimpellati ed è stata sostituita la contropelle all'interno della secreta del somiere maestro. Le molle e le mollettine sono state rifatte e sono state rifatte e sono state registrate con cura tutte le punte, i pettini ed i ventilabri.






CATENACCIATURA
Sono stati lubrificati tutti gli stràngoli delle catenacciature al fine di rendere più silenzioso il funzionamento. I fili di ottone sono stati interamente sostituiti e parte della meccanica in legno quasi tutta rifatta.












MANTICERIA
I tre mantici a cuneo sono stati riportati nella posizione originale, anche per una più logica distribuzione dell'aria. Prima infatti erano ubicati in posizione verticale con il risultato che il mantice superiore era collegato all'organo da un canale portavento di parecchi metri con conseguenze gravi per la stabilità dell'alimentazione. I mantici sono stati impellati dentro e fuori. Tutte le pelli di agnello sono nuove così anche i manticetti collegati al funzionamento manuale assicurano una perfetta tenuta d'aria ed un funzionamento regolare. Nuovo l'elettroventilatore munito di filtro antipolvere. Il tutto è regolato da tre valvole a tendina per permettere un flusso d'aria il più regolare possibile.


CANNE LABIALI IN LEGA
Sono state pulite dalla polvere, lavate, riparate e stirate dalle ammaccature, allungate dove erano state tagliate.


CANNE LABIALI IN LEGNO
Dopo averle pulite dalla polvere, sonobstate riparate nei punti di giuntura e stuccati i fori dei tarli. A molte sono state rifatte le bocche in noce. Dopo il restauro sono state riverniciate con la tipica vernice rossa a base di terra di Siena.

CANNE AD ANCIA
Sono stati controllati i canaletti e regolati i piani di appoggio delle ance. Sono stati rifatti gli accordatori e sostutuite le ance.





TASTIERA E PEDALIERA
La tastiera è stata rifatta in ebano per i diatonici ed in evano ricoperto d'osso per i cromatici, la pedaliera ricostruita a leggio con misyre antiche; tutta la consolle è stata rifatta in legno massiccio.


IMPIANTO ELETTRICO
Particolare cura è stata messa per il posizionamento delle luci del leggio, tastiera, pedaliera e registri.  Tutti gli interruttori per ragioni di sicurezza sono all'esterno dello strumento. Comode luci all'interno dello strumento sono state posizionate in modo da rendere facile qualsiasi operazione di manutenzione.




SCHEDA DESCRITTIVA DOPO IL RESTAURO

 

Organo a trasmissione meccanica, costruito da Fra Damiano Damiani di Bergamo nel 1825.
Collocato in cornu epistolae in una gentile cornice lignea dell’Ottocento.
Facciata di 35 canne, disposte a cuspide; bocche allineate e labbro superiore a mitria.
La canna maggiore di 10’ è muta, le sonore iniziano dal DO1 del Principale 1, 8^ bassi.
Tastiera di 54 tasti, i primi 4 cromatici richiamano meccanicamente l’ottava superiore.
Pedaliera di 18 pedali (estensione reale DO1 – SI1).
Somiere maestro a vento.
Registri azionati da manette ad incastro, disposte verticalmente a destra della tastiera.
I cartellini a stampa dei registri corrispondono nella disposizione alle scritte del Damiani trovate sulla tavola dei registri.
Accessori: unione tasto centrale, combinazione libera alla lombarda, pedalone per il ripieno.

DISPOSIZIONE SOMIERI SECONDARI
Sulla parete di sinistra: Principale II, 8’ bassi DO1 – SI1, Timbali.
Sul fondo: Contrabbassi 16’ più rinforzi; Principale 16’ B; Corno dolce 8’ B.
Sulla parete di destra:  Tromboni 8’ al pedale.
Somiere particolare per la facciata, direttamente alimentato dal somiere maestro.

 

ELENCO DEI REGISTRI
Diamo l’elenco dei registri così come sono disposti sulle manette di comando.

Manette di sinistra:
Principale 16’ Bassi (DO2 – MI3 in legno)
Fagotto 8’ Bassi
Tromba 8’ Soprani
Violoncello 4’ Bassi
Corno inglese 16’ Soprani
Flutta 8’ Soprani
Viola 4’ Bassi
Ottavino 1/2’ Bassi
Ottavino 2 Soprani
Corno dolce 8’ Bassi (DO2 – MI3 in legno)
Flauto in VIII Bassi
Flauto in VIII Soprani
Flauto in VII 2, 2/3’ (intero)
Cornetto 1, 3/5’ Soprani
Voce Umana 8’ Soprani (DO3)

Manette di destra:
Principale 8’ Bassi (Facciata)
Principale 8’ Soprani
Principale 2’ 8’ Bassi (DO1 – SI1 in legno)
Principale 2’ 8’ Soprani
Ottava 4’ Bassi
Ottava 4’ Soprani
Decimaquinta 2’
Decimaquinta 1, 1/3’
Vigesimaseconda 1’
Vigesimaseconda 2/3’
Vigesimaseconda 1/2' XXXIII – XXXVI 1/3’ 1/4'
Contrabbassi 16’ + 8’ al pedale
Tromboni 8’ al pedale
Timballi

DISPOSIZIONE DELLE 35 CANNE DI FACCIATA
da sinistra a destra

 

 

 1
muta
 2
muta
3
muta
4
REd3
5
DOd3
6
SI2
7
LA2
8
SOL2
9
FA2
10
REd2
 11
DOd2
12
SI1
13
LA1
14
FA1
15
RE1
16
muta
17
muta
18
muta
19
muta
20
DO1
21
muta
22
MI1
23
SOL1
24
LAd1
25
DO2
26
RE2
27
MI2
28
FAd2
29
SOLd2
30
LAd2
 31
DO3
32
RE3
33
MI3
34
muta
35
muta
         

 

Le 25 canne sonore della facciata appartengono al registro Principale 8’ Bassi. Le altre 10 sono mute e servono a completare la disposizione a cuspide della facciata.

 


ALTRI DATI IMPORTANTI
I registri ricostruiti interamente sono i seguenti:
Flutta 8’ Soprani
Ottavino Bassi
Ottavino Soprani
Cornetto Soprani
Violoncello Bassi
Corno Inglese Soprani

Le misure per la ricostruzione di questi registri sono state rilevate dall’organo di Limone sul Garda, fabbricato dal Damiani nel 1831.

La Flutta da FA3 a SI3 è conica doppia, da DO4 è ottaviante.

I registri attribuiti all’Antegnati sono i seguenti:
Principale 2’ 8’ Soprani
Ottava 4’ Bassi
Ottava 4’ Soprani
Decimaquinta
Decimanova
Vigesimaseconda
Flauto in VIII Bassi
Flauto in VIII Soprani
Flauto in XII
Voce Umana

Questi registri parlano sotto il crivello. 

I ritornelli delle file di ripieno:

 

 XV intera      
 XIX SOL4      
 XXII DOd4 DOd5    
 XXVI DOd3 DOd3    
 XXIX SOL2 SOL3 SOL4  
 XXXIII DOd2 DOd3 DOd4  
 XXXVI SOL1 SOL2 SOL3 SOL4

 
Durante il restauro sono venute alla luce delle scritte incise sulle canne:
sul FA3 della Tromba la parola tromba
sul DO2 del Principale 2’ 8’ Bassi ple Maderno
sul DO1 dell’Ottava 4’ Bassi Bartolomeo Planis, Borgo Palazzo.
Borgo Palazzo è un quartiere di Bergamo dove il Damiani aveva il suo laboratorio di organaro.

INVENTARIO DELLE CANNE DOPO IL RESTAURO
Canne ad anima:
227 attribuite ad Antegnati
411 canne Damiani
135 canne nuove

Canne ad ancia:
112 canne Damiani
50 canne nuove

di qyeste canne, 857 sono in metallo, 78 in legno.
Totale canne 935 di cuu 925 sonore 10 mute.

Il somiere maestro presenta una particolarità: durante lo smontaggio si è osservato che tre canali non sono stati utilizzati; essi sono in corrispondenza a tre tiranti della catenacciatura, collegati alle tre canne maggiori di cacciata. Da questo si poò pensare che il progetto iniziale prevedesse un'olteriore estensione della tastiera verso il grace.

Il crivello è in cartone ed è originale.